RITRATTO DI TERESA 1957, olio su tela, cm 80 x 60                                   L'UOMO 1977, olio su tela, mt 8x7

FOISO FOIS

Pittore e incisore, critico d'arte e saggista italiano (Iglesias, 28/12/1916–Cagliari, 21/2/1984). A lui è intitolata la sede delle Ex Scuole Maschili di Iglesias, via Roma, 68 che ospita l'Associazione Remo Branca.
Assieme a una sorella e un fratello trascorse la sua infanzia nel villaggio minerario di Ingurtosu, una frazione in comune di Arbus (Prov. CA), dove il padre era il direttore della locale miniera.
Foiso Fois visse per un periodo a Cagliari, dove conseguì il diploma di Perito Agrario, poi si trasferì a Genova per proseguire gli studi universitari in Economia e Commercio, ma a causa dei bombardamenti sulla città si rifugiò a Firenze dove si laureò nel 1942. Frequentò l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, e qui si dedicò allo studio della sua grande passione: la pittura. Da questo momento ebbe inizio la sua formazione artistica di pittore, incisore e soprattutto d’insegnante.
Il suo volto sempre sorridente e mai triste non faceva trasparire la sua malinconia e la sua tristezza, nata dal ricordo dei duri avvenimenti vissuti nel periodo della guerra in cui visse il dramma della deportazione del fratello.
E’ stato uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea in Sardegna. La sua opera è stata influenzata dalle problematiche del lavoro in miniera, dai problemi del quotidiano e dal suo impegno sociale speso in favore della Sardegna.
E’ del 1952 il quadro "La mattanza", segue la serie "I girasoli" (1957), poi Eleonora d’Arborea che doveva far parte, con La Rivoluzione di Giovanni Maria Angioj, del trittico "La Sardegna verso l'Autonomia". Il trittico però non venne mai ultimato.
Nel quadro "L’Uomo" rappresenta il Cristo nella croce; la grande tela di 9x7 metri dipinta nel 1977, che domina l’altare della Chiesa di S.Pio X a Cagliari, l’artista raffigura nella sofferenza del Cristo torturato e ucciso le ingiustizie e le crudeltà subite dagli uomini a causa di altri uomini.

FOISO FOIS
Painter and engraver, art critic and essayist, Italian, Iglesias was born in December 28, 1916, died February 21, 1984 in Cagliari.
He spent his childhood, along with a sister and a brother, in the mining village of Ingurtosu, a village in the municipality of Arbus ( province of Cagliari), where his father was the director of the local mine.
Foiso Fois, lived for a time in Cagliari, where he obtained a Diploma in Agricultural, then moved to Genoa to pursue university studies in economics and business, but because of the bombing of the city fled to Florence where he graduated in 1942. He attended the Accademia Albertina di Belle Arti of Torino, and here he devoted himself to study his passion: painting.
From this time began his artistic training as a painter, engraver and especially teaching.
Her face always smiling, never sad did not reveal its melancholy and sadness, born hard by the memory of events experienced during the war in which he lived the drama of the deportation of his brother.
It was one of the greatest exponents of contemporary art in Sardinia. His work was influenced by the problems of work in the mines, from the problems of everyday life and its social commitment spent in favor of Sardinia.
And The "Tuna slaughter" of 1952, the framework, followed by a series Sunflowers (1957), Eleanora of Arborea, which then had to part with Revolution Giovanni Maria Angioj , Sardinia triptych of autonomy. The triptych, however, was never completed.
The Man Under the big top canvas 9x7m represents Christ on the Cross, painted in 1977, dominates the altar of the Church of St. Pius X in Cagliari, the artist depicts the suffering of Christ tortured and killed, the injustices and cruelty suffered by men because of other men.

Stanislao Dessy nasce ad Arzana (Nuoro) il 24 agosto 1900, dove il padre è medico condotto, muore a Sassari il 21 ottobre 1986.

Interrotti gli studi classici nel 1917 si iscrive all’Istituto Superiore di Belle Arti di Roma dando inizio ad una luminosa carriera artistica.

Numerose sue opere si trovano nei Musei e Pinacoteche in Italia e all’estero: la Galleria Nazionale d’Arte moderna di Roma, di Torino, di Fiume, Piacenza, la Civica raccolta Bertarelli di Milano, la galleria dell’Istituto d’Arte di Venezia, il British Museum di Londra, ecc.

Tra i suoi maestri ricordiamo Camillo Innocenti (Roma, 14 giugno 1871 – Roma, 4 gennaio 1961), Duilio Cambellotti (Roma, 14 maggio 1876 – Roma, 30 gennaio 1960), Giovanni Prini (Genova,1877-Roma 1958), ma deve soprattutto al pittore Antonino Calcagnadoro (Rieti, 12 febbraio 1876 – Roma, 3 dicembre 1935) il merito per avergli inculcato la passione per il disegno e l’acquerello.

A Cagliari frequenta artisti del calibro di Filippo Figari, Luigi Caldanzano e Felice Melis Marini. Sperimenta la scultura nel laboratorio di ceramica di Francesco Ciusa, realizzando figure e gessi in terracotta. Da Felice Melis Marini apprende la tecnica dell’acquaforte.

A Sassari entra in contatto con Mario Delitala. Realizza fregi decorativi per le facciate di alcune stazioni ferroviarie del Sulcis e disegna una serie di panche per le sale d’attesa. Il suo interesse per la xilografia, tecnica cui aveva cominciato a dedicarsi già da qualche anno, si acutizza e a questa aggiunge la grande passione per l’acquaforte. Vince premi di xilografia in vari concorsi e si conferma, assieme agli altri incisori sardi, uno tra i più grandi artisti nel campo della grafica incisa.

Esegue varie decorazioni nella Cattedrale di Alghero e lavora per la chiesa di Orani (Nuoro). La critica nazionale vede ormai in lui uno dei protagonisti della Scuola Sarda della xilografia, della quale fanno parte grandi esponenti come Mario Delitala e Remo Branca.

Eseguendo il dipinto di un paesaggio marino dagli scogli di Porto Torres (Sardegna) cade e, a causa dell'incidente, resta claudicante. Nel 1951 abbandona quasi completamente la xilografia per dedicarsi all’acquaforte. Remo Branca gli ha dedicato ampi spazi nel suo volume "La xilografia in Sardegna" dedicato alla tecnica incisoria. Lo stesso Branca, nel volume "Maestri incisori di Sardegna", si occupa ampiamente della sua attività di calcografo. Dopo una sosta forzata causata da un ictus riprende ad incidere e a disegnare ma il 21 ottobre del 1986 muore a Sassari. Nell’abitazione dove egli spirò, in via  Cavallotti, è appesa una targa in suo onore.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine a sinistra: Acquamara, xilografia, 1965 dim.25x30 cm

Immagine a destra: La vergine che allatta, xilografia su legno di filo, 1965, dim. 25x30 cm

Gianni Desogus (in arte Xiandès)

Ha quasi sempre vissuto nella modesta casa di via dei Pisani, nel cuore del centro storico di Iglesias dov’era nato.

Al piano terra produceva artigianalmente ceramiche e cornici. Ogni tanto vendeva anche qualche xilografia. Una vita normale, un uomo tranquillo. Ma non era così: Xiandès, così firmava i legni che incideva nello studio al piano superiore, si trascinava le ferite dentro come quelle fisiche, dovute al gelo patito durante la campagna russa e che gli lasciò una continua sofferenza ai piedi e alle ossa.
Si trascinava negli anni anche altre ferite e più subdole, figlie di un dolore che risaliva ancora al periodo trascorso nella madre terra russa e che conservava immagini di morte: «C’erano viali di cadaveri mutilati appesi agli alberi».
Ma era la guerra e Xiandès era un soldato. Però un giovane soldato che si sarà chiesto il perché. L’avrà chiesto alle stelle e forse è da allora che iniziò a coltivare la passione per l’astronomia e per l’astrologia. Una richiesta di risposte che andava cercando sempre più in alto, oltre gli astri. E che si tramutò in un grido di dolore quando gli uccisero la compagna russa e il loro bambino.
Dolore che si tramutò dapprima in rabbia e poi nella religiosità espressa nelle xilografie che incideva nello studio con accanto l’immancabile teschio.
Negli ultimi decenni, e fino alla morte avvenuta nel 2005, insegnava l’arte dell’incisione a chi aveva la pazienza di apprenderla. Ma si vedeva che era un uomo sofferente e solo. Le sue allieve lo ricordano anche sensibile e generoso, talvolta nostalgico dei tempi in cui con gli amici artisti, tra cui Giovanni Marras, Mansueto Giuliani, Carlo Murroni e Giuseppe Biasi, partecipava alle mostre di xilografia in varie città sarde e nella penisola.
Pochi momenti di felicità che poi tornavano ad essere solo inutili ricordi. E allora il bulino andava ancora a scavare il legno per trovare nei personaggi, negli scorci di città e nei paesaggi di campagna, una risposta al mistero della vita e della morte sapendo sempre che non l’avrebbe trovata.

Giorgio Carta

Giorgio Carta è nato a Iglesias; ultimo di tre fratelli (dopo Mario e Bruno) ha frequentato il Liceo Scientifico di Iglesias; insieme a Bruno (anch'esso xilografo) è stato allievo di Remo Branca. insigne xilografo (ha esposto all'età di vent'anni le sue opere alla Biennale di Venezia), si è laureato giovanissimo in ingegneria civile a Roma. Si è spento a Roma nel 2000.

 

 Mario Delitala  ORANI (NU) 16/9/1887-Sassari, 28/8/1990

Pittore e incisore italiano è considerato uno dei più grandi incisori del Novecento. Figlio di un medico condotto ha frequentato le scuole primarie nel suo paese natale, quindi ha proseguito gli studi a Sassari dove ha ottenuto il diploma di ragioniere.
Negli anni giovanili, da autodidatta, ha sviluppato uno spiccato interesse per la xilografia e l'incisione e durante i tre anni di permanenza a Milano ha frequentato il Corso Superiore di Disegno litografico. Nel 1911 è ritornato a Orani dove ha realizzato alcune opere per il Municipio.
Nel 1912, ha avuto l’incarico di decorare la sala del Museo nel Palazzo Comunale di Cagliari. Diventato ragioniere in Sassari, si è trasferito prima a Cagliari, dove ha conosciuto Francesco Ciusa, Filippo Figari e Remo Branca, poi a Milano, infine a Venezia. Allo scoppio del primo conflitto mondiale è partitoì per il fronte e, alla fine della guerra, a Venezia dove ha completato la sua formazione.
Ritornato definitivamente in Sardegna nel 1924, ha ripreso contatto con la sua terra e la sua gente che ha ispirato tutta la sua operosità di pittore e incisore. In quegli anni ha dipinto l'aula del Comune di Nuoro, ha eseguito gli affreschi nel Duomo di Lanusei, ha lavorato a Sassari e in altre località dell'isola. Nel 1936 ha vinto il concorso detto della Regina con una grande acquaforte, a pari merito con Stanis Dessy.
Alla Biennale di Venezia (1936) ha vinto il Premio Presidenza Biennale, partecipando a mostre in tutto il mondo. Nel 1948 è stato chiamato a dirigere l'Istituto d'Arte di Palermo dove è rimasto fino al 1960 eseguendo molte opere a Palermo, Enna e Trapani. Nel 1963 ha ottenuto la pensione e si è stabilto a Sassari continuando a dipingere.
Nelle xilografie di Mario Delitala si può vedere quasi una epopea della Sardegna antica, con i suoi costumi e i sentimenti che rimangono ormai immortalati nelle stampe dell’artista oranese. Anche lui come incisore sentì la necessità di esprimere la fede religiosa del popolo sardo in una serie di stampe da legno che sono tra le più belle incise dagli artisti del nostro tempo. E' morto all'età di 103 anni.

 Mario Delitala - San Cristoforo - xilografia 27x23 cm - Sassari, 1932

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