Acquaforte: è una stampa “in cavo” ottenuta da una lastra di rame o zinco, ricoperta da uno strato di vernice o di cera sul quale viene eseguito il disegno attraverso una punta che toglie lo strato di vernice.
Successivamente la lastra viene immersa per un certo tempo in una soluzione di acido nitrico che corrode la lastra nelle zone in cui esse sono state scoperte. L'operazione si chiama morsura e durante la morsura si formano delle piccole bolle di gas (idrogeno) che devpno essere rimosse con una piuma d'oca per far sì che la morsura risulti regolare. La lastra viene quindi lavata con acqua, ripulita dello strato di vernice e inchiostrata. Il disegno ottenuto viene stampato su carta inumidita mediante la pressione di un torchio tipografico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Puntasecca: è anch’essa unastampa “in cavo”. E’ ottenuta da una lastra di metallo incisa da una punta molto dura e sottile. L’inchiostro viene depositato sulla matrice a caldo: esso riempie gli spazi scavati e, dopo la eliminazione dell’inchiostro eccedente depositatosi sulla matrice, il disegno viene stampato mediante la pressione di un torchio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pastorello, dim. cm 21x17
Mezzatinta: la mezzatinta, o maniera nera, è una tecnica di stampa che consente di ottenere, da una lastra metallica (zinco,   rame, alluminio, ecc.), un’immagine emergente da un fondo nero o molto scuro.
La lavorazione della lastra è detta granitura e si effettua con uno strumento chiamato berceau (o rocker o mezzaluna) il quale  crea un reticolo molto fitto di piccoli punti su tutta la superficie del metallo. Il berceau è simile al ferro di un pialletto da  falegname, rigato su una faccia con l'estremità a forma di mezzaluna, con denti molto fini e vicini tra di loro. L’altra estremità  termina con un manico di legno.
L’utilizzo del berceau, inventato nel 1672 dall’incisore olandese A. Blootelling, consiste in numerosi passaggi dello strumento sulla superficie del metallo in direzioni ortogonali tra loro e deve essere ripetuto molte volte al fine di ottenere una superficie che, stampata, darà un nero profondo.
Ottenuta la superficie granita si inizia il lavoro appiattendo le barbe con il brunitoio e con il raschietto, alleggerendo lo scuro fino a ottenere le tonalità di grigio. Infine per ottenere il massimo bianco si liscia la superficie con le punte d’agata.
La caratteristica di questa tecnica risiede nella realizzazione di un’opera ottenuta non dalle cavità dei segni, come nell’acquaforte e nella puntasecca, ma dal loro appiattimento, che conferiscono il caratteristico aspetto sfumato dei neri in fase di stampa.
 
Rosa, dim. cm 12,5x9,5

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